MIO FIGLIO MI HA PICCHIATO 30 VOLTE DAVANTI A SUA MOGLIE… COSÌ LA MATTINA DOPO, MENTRE ERA SEDUTO NEL SUO UFFICIO, HO VENDUTO LA CASA CHE PENSAVA FOSSE SUA

MIO FIGLIO MI HA PICCHIATO 30 VOLTE DAVANTI A SUA MOGLIE… COSÌ LA MATTINA DOPO, MENTRE ERA SEDUTO NEL SUO UFFICIO, HO VENDUTO LA CASA CHE PENSAVA FOSSE SUA

mentre mio figlio sedeva nel suo ufficio convinto che la sua vita fosse al sicuro,

Ho firmato i documenti.

Poi squillò il mio telefono.

Daniele.

Sapevo già il perché.

Perché qualcuno aveva appena bussato alla porta d’ingresso di quella villa.

E non erano lì in visita.

Ho risposto al quarto squillo.

«Chi diavolo c’è in casa mia?» urlò.

Mi sono sdraiato sulla sedia.

Quei fogli si stavano ancora asciugando accanto a me.

«Sono i rappresentanti del nuovo proprietario», dissi con calma.

“Non dovresti farli aspettare.”

Silenzio.

Poi il panico.

«Non puoi farlo!» disse. «Quella è casa mia!»

Ho quasi sorriso.

«Casa mia», ripetei. «Che parola curiosa.»

Poi gli ho detto la verità.

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